Mohammed al-Ghazali. Le donne al tempo del Profeta

 

 Mohammed al-Ghazali (1917-1996) ha scritto molto sulle donne nell’Islam. Sono numerose le sue conferenze dedicate a questo tema. A breve inshallah il Laboratorio Insan pubblicherà un libro sul suo pensiero in proposito, e sulla sua ferma condanna al maschilismo che domina la mentalità in molti paesi a maggioranza musulmana.  In particolare nel suo libro “La donna tra le tradizioni stagnanti e la modernità di importazione”  , lo studioso affondò il coltello nella piaga. Il disprezzo verso le donne, la loro esclusione dalla società -persino dalle moschee- sono giustificate con la religione. Falsi hadith, falsi testi e opinioni di singoli sapienti che diventano legge sacra.

 

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«Più leggo la storia della vita del Profeta, la pace sia su di lui, più mi rendo conto di quanto fosse elevata la condizione delle donne nella prima epoca dell’Islam. Le donne furono allora molto apprezzate e rispettate! Un hadith dice: Quando Muhammad cominciò a predicare in pubblico, diede un avvertimento speciale ai membri della sua famiglia. [9]

«O gente di Quraysh provvedete a voi stessi! Non posso salvarvi da Dio. O Abbas ibn Abd al-Muttalib ! Non posso salvarti da Dio. O Safiya bint Abd al-Muttalib! Non posso salvarti da Dio. O Fatima bint Muhammad ! Chiedete ciò che desiderate dei miei beni, ma non posso salvarvi da Dio. »[1]Chiamare le  donne a gran  voce viene aborrito nella cultura araba al giorno d’oggi!

Alcuni musulmani considerano un’informazione riservata il  nome di una donna! Se questo stesso avvertimento fosse stato dato  oggi, qualcuno avrebbe detto:« Cosa ha a che fare una donna con queste cose? Sarà sufficiente per lei che vada un uomo dalla sua famiglia ad ascoltare il discorso e poi tornerà a casa a dirle quello che è successo. Chiamarla così, con il suo nome, in pubblico, è una vergogna!» Ma le donne nei giorni del messaggio [2]conoscevano il valore altissimo che  l’Islam stava dando loro. Questa è una delle ragioni per cui abbracciarono l’Islam così prontamente. Gli storici hanno riportato che la sorella di Omar Ibn Al-Khattab abbracciò l’Islam prima di lui. Quando Omar lo scoprì, la schiaffeggiò violentemente. Tuttavia, lei gli disse: « Omar! La verità non è nella vostra religione e nei vostri idoli. Testimonio che non c’è altro Dio tranne l’Unico Dio e che Muhammad è il suo messaggero ». Omar successivamente tornò all’islam. Molti uomini e molte donne accolsero l’Islam, e fecero un patto con il Profeta, impegnandosi a difendere il suo messaggio.  Nela Moschea del Profeta la preghiera dei credenti, uomini e donne, si svolgeva su linee parallele, dove erano tutti e tutte alle stesse condizioni.

Umm Hisham Harithah Bint Al-Nu‘man ha detto: «Imparai a memoria la Sura Qaf[3] perché il Profeta, la pace sia su di lui, usava recitarla ogni Venerdì nel suo sermone.» Guardate come era attenta al discorso del Venerdì, tanto da memorizzare l’intero capitolo. La tradizione del Profeta era quella di leggere tutto il Corano nel suo discorso  del Venerdì, una parte dopo l’altra. È una tradizione che viene ignorata oggi. Era anche una tradizione che le donne frequentassero  le preghiere congregazionali regolarmente, così come la preghiera del Venerdì nella moschea. È interessante notare che anche questa è una tradizione che viene ignorata oggi! Un’altra storia interessante, che Al-Bukhari narra nella sua raccolta il Sahih,[4] racconta di una  Compagna che usava offrire un pranzo a chiunque volesse fermarsi a mangiare dopo la preghiera Venerdì con il Profeta, la pace sia su di lui. Al-Bukhari ha scritto: «Sahl Ibn Sa‘d ha detto «Una di noi, compagni, era una donna che ha piantato barbabietole nella sua fattoria. Ogni Venerdì, aveva l’abitudine di raccogliere alcune di esse, farle bollire con orzo macinato per preparare una deliziosa zuppa. Dopo ogni preghiera del Venerdì, andavamo a casa sua, ci scambiavamo il saluto di pace e mangiavamo. Noi aspettavamo il Venerdì per assaggiare quella sua minestra, anche se non aveva né carne né grasso dentro.»

Quindi, questa è una storia di una generosa credente –donna- che era felice di trattare bene le persone con ciò che Dio le ha fornito. Se una donna lo facesse oggi, gli estremisti la criticherebbero! Coloro che emettono fatwa senza la conoscenza di questa storia diranno: «Come mai si lascia salutare dagli uomini? E come mai li saluta anche lei? E come mai  riceve ospiti maschi a casa sua? » E così via. Le tradizioni che dominano il mondo islamico oggi non si basano né sul Corano né sulla Sunna. Ma a causa di queste tradizioni, le donne colte in tutto il mondo sono scettiche a proposito dell’Islam, e pensano che esso sia responsabile dell’ arretratezza e dell’oppressione delle donne nel mondo musulmano. Al contrario, la realtà è che la rivelazione ha dato alle donne musulmane molti diritti, che esse praticavano nei giorni luminosi della civiltà islamica. Poi, i loro diritti sono stati violati, quando la civiltà islamica iniziò a declinare e i musulmani persero la via.»

da: Mohammed al-Ghazali,  Qadaya al-Mar’a bayna al-Taqalid al-Rakida wa al-Wafida, Dar al Shoruk, Cairo 1994 (traduzione di Marisa Iannucci)

[1] Bukhari 6.60. 294.

[2] Mentre avveniva la rivelazione del Corano, durante la vita del Profeta  Muhammad.

[3] Corano, Sura 50

[4] Muhammad Ibn Isma`il Al-Bukhari (810-870). Fare riferimento a: Sahih al-Bukhari (disponibile anche on line in varie lingue) edizione cartecea Arabo-Inglese: Beirut, Dar al-Fikr 1979.

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